27/07/03 "4° Piano Records Festival 2003"...il resoconto
Ieri a Borbe si è tenuto l'atteso festival che ha ospitato sul palco tutti
i gruppi presenti sul manifesto tranne gli Heaven Back che non hanno potuto partecipare all'evento.
Sfortunatamente ci sono stati dei problemi tecnici e perciò lo spettacolo è
iniziato in ritardo rispetto al previsto e di conseguenza gli orari sono
stati sballati...
Hanno aperto il concerto gli Anterra alle 16.00 circa con una buona ed anche energica performance che - pur tenendo conto della scarsità di pubblico a quell'ora - ha scatenato anche il pogo durante l'esplosiva Freedumb cover dei Suicidal Tendencies. Personalmente mi sono piaciuti molto e devo ammettere che mi sono ricreduto su di loro. Dopo di loro è stato il momento dei Linea d'Ombra che hanno suonato una decina di cover partendo dai Litfiba, passando per i Blur, i Metallica, fino ad arrivare ai Sex Pistols e molti altri.
Purtroppo il loro spazio è stato ridotto perchè, a causa dei precedenti problemi, i tempi organizzativi non permettevano ulteriori ritardi.
Alle 18.00 circa sono saliti sul palco i Cirrosi Epatica. Il loro è stato un concerto davvero "no limits". Fipi in tuta da fondo e cresta, Henry in tuta da lavoro e Lucky vestito da cuoco (perchè aveva appena finito di lavorare) hanno preso gli strumenti in mano ed hanno sprigionato tutta la loro energia in cover punk e pezzi propri arrivando a tirare le canzoni fino ad un grind potentissimo.
E' stata una vera botta di puro casino e divertimento!
Alle 19.00 circa è toccato ai Moonchild, heavy metal band che ha eseguito perfettamente una decina di cover degli Iron Maiden. Tutti ragazzi con molta tecnica. Il cantante con un'estensione vocale pazzesca, i chitarristi precisissimi, il bassista molto bravo anche lui e pure il batterista.
Sono stati molto bravi anche se il genere mi fa decisamente schifo.
Dalle 20.00 alle 21.00 c'è stata una pausa durante la quale i tecnici hanno montato l'impianto luci e il NO DJ (Prussia) ci ha fatto ascoltare un po' di buona musica. Alle 21.00 circa è stato il momento dei Morrigans che si sono esibiti con cover di Offspring, Misfits, Nirvana, e molti altri intrattenendo il pubblico con un buon punkrock deciso, ma soprattutto con la voce grintosa della cantante.
Alle 22.00 circa è toccato a noi il palco. Se devo dire la verità non abbiamo suonato molto bene, un po' perchè era solo il nostro secondo live, un po' per problemi di monitor che non ci permettevano di sentirci, e un po' per l'emozione. Tuttavia abbiamo ricevuto complimenti per l'energia con cui abbiamo suonato
e devo dire che mi basta perchè dopotutto il punk non è virtuosismo e neanche perfezione. Non voglio fare ulteriori commenti sul nostro show perchè penso che comunque sia differente stare sul palco o tra il pubblico. I commenti li lascio a quelli che ci hanno sentiti. Almeno abbiamo venduto tutti i demo. Speriamo che il 9 agosto al "Rockenzago" vada meglio. Dopo di noi hanno suonato i Dream Of Mirrors e devo dire la verità...sono stati impeccabili. Assoli virtuosistici e senza errori, ritmi di doppia cassa continui e precisi, chitarre ritmiche perfette e la
voce di Lucky come sempre a posto. Hanno suonato il loro metal e ci hanno inserito anche qualche cover di gruppi come Sepultura o Impaled Nazarene. Hanno chiuso il festival gli organizzatori di questa dura ma bella giornata: gli Scrimshank. Sono saliti sul palco distrutti dalla stanchezza. Si sono alzati alle 8.00 del mattino e fino a sera si sono dati da fare. Hanno organizzato tutto da soli e devo dire che nonostante tutto sono stati bravi. Quello che ha un po' rovinato il loro show è stato più che altro il nervosismo e lo stress che avevano accumulato durante l'arco della dura e faticosa giornata. L'inizio è stato perfetto. Dopo un po' però la sfortuna ha voluto che a Henry saltasse via una corda, così,
dopo una pausa, sono tornati a suonare ma ovviamente la rabbia e la stanchezza hanno preso il sopravvento. Per di più la maggior parte della gente se n'era già andata e devo ammettere che per un gruppo non è per niente bello suonare così. Tutto quello che penso è che comunque si meritino un GRANDE applauso, perchè sono state veramente poche (anzi forse non l'ha mai fatto nessuno) le persone in Cadore e soprattutto di quest'età (20 di media) che hanno avuti i COGLIONI di organizzare un evento di questo genere. Ci hanno messo tutto il loro impegno, la loro inventiva e hanno anche investito del denaro per il "4° Piano Records Festival". Il tutto perchè? Per cambiare un po' il punto di vista con cui la gente è abituata a vivere; per dimostrare che pur vivendo in una terra chiusa come la nostra ci sono persone come loro che comunque riescono a trovare spunti e creatività per uscire dalla solita e schifosa routine; per provare a far crescere la scena artistica e musicale e magari provando a dare uno spunto per i tanti giovani che, ignari, crescono secondo i rigidi standard della società; per provare a trovare un qualcosa di alternativo in una terra che ormai non trova più risposte.
Concludendo...personalmente mi è piaciuto molto sia come esperienza sia come evento. Ci si aspettava più affluenza di gente ma, a quanto pare, la gente continua a preferire le feste come "la festa della birra" dove niente ha assolutamente a che fare con l'alcool... Penso che comunque se non si inizierà a sostenere questi tipi di eventi sarà inutile parlare di risposte per il futuro da parte dei giovani, e invece il Cadore rimarrà tale e quale. Non mi lamento di Lorenzago. Lorenzago ha all'attivo 6 gruppi di cui uno appena formato, inoltre
ci sono spesso rassegne e mostre a carattere artistico che valorizzano proprio gli artisti di queste terre , basti pensare a "Lorenzago Aperta" che quest'anno presenta la 3^ edizione. Del mio paese non mi lamento, ma sarebbe bello che questo servisse un po' da esempio. Non intendo dire che tutti dovrebbero mettere su un gruppo o diventare artisti, ma sarebbe bello che la scena
artistica e musicale si espandesse di più e SOPRATTUTTO che venisse valorizzata e sostenuta con maggiore fiducia perchè... chi l'ha mai detto che la famosa risposta per il futuro della nostra terra non possa arrivare proprio da questa scena artistica? Una cosa è certa: se alle persone e ai loro spunti creativi non verranno concesse nemmeno le possibilità e le chance per provare a crescere e creare qualcosa e se l'interesse da parte della gente resterà minimo (come purtroppo a volte viene dimostrato), allora sarà molto difficile pensare a tutto questo. Per quanto mi riguarda, continuerò a crescere fieramente e a partecipare fiducioso in questo underground che comunque non ha niente da invidiare a nessuno.